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Public Speaking: come parlare in pubblico da ora

Public Speaking: come parlare in pubblico da ora

Public speaking: come imparare a parlare in pubblico - consigli

Public speaking e comunicazione: 8 consigli per gestire al meglio un discorso davanti a una platea

Il public speaking e la comunicazione rappresentano alcuni degli asset più importanti e a cui far attenzione per crescere in ambito professionale e non solo. Tuttavia, la paura di parlare in pubblico rimane ancora oggi una delle forme d’ansia più diffusa.

Ti sei mai trovato nella situazione di dover esporre un discorso in pubblico? Ti sei anche bloccato, lasciandoti invadere dall’ansia? Almeno una volta è capitato a tutti, fin da bambini. Dall’esposizione di una poesia in una recita scolastica, fino alla discussione di una tesi di laurea. 

Tranquillo! Se tali situazioni ti creano ansia e stress, non sei l’unico che reagisce in questo modo. Come anticipato, il parlare in pubblico rappresenta un vero blocco emotivo per molte persone, dagli studenti fino ai manager di grandi aziende. 

Tuttavia, se vuoi davvero crescere in quello che fai ed avere successo, devi imparare anche tu a gestire questi momenti e padroneggiare l’arte del public speaking. Con l’allenamento e il lavoro su se stessi, si può davvero riuscire a superare i nostri blocchi mentali.

Perciò, di seguito scopriremo 8 consigli da seguire per imparare a parlare ed esprimersi al meglio in pubblico e davanti a molte persone. Oramai, ciò è fondamentale per raggiungere gli obiettivi nel lavoro e nella vita.

8 Consigli per imparare a parlare in pubblico ed esercizi di public speaking

Regola N1: Programmare il discorso

Non andare a braccio! Se sei ancora inesperto, e per te parlare in pubblico è molto traumatico, programma in anticipo il discorso. Quando avrai raggiunto una notevole destrezza, e sarai padrone dell’argomento trattato, allora potrai improvvisare.

Senza uno schema che ti dirige, andrai incontro a due rischi: non essere comprensibile e annoiare il pubblico. Inoltre, preparati anche delle domande che potrebbero porti dopo aver terminato l’esposizione. Ciò ti aiuterà ad essere pronto e preparato a chiarire eventuali dubbi. 

Infine, soffermati soprattutto sull’inizio e la fine del discorso. Il primo è molto importante perché determinerà se il pubblico ti ascolterà fino alla fine o meno. Se già l’introduzione del discorso non cattura l’attenzione, è difficile che lo faccia nei minuti seguenti. 

La fine, invece, rappresenta ciò che rimarrà in testa agli ascoltatori una volta terminato. 

Regola N2: Sfruttare la comunicazione para-verbale e non verbale

Come già saprai, il messaggio che vogliamo trasmettere non passa solamente attraverso le nostre parole. Anche i nostri gesti, la nostra postura e il nostro atteggiamento influiscono notevolmente. Se voglio trasmettere un messaggio di felicità, ponendomi chiuso su me stesso, cupo e con voce bassa, il tentativo fallirà. 

Lavora sulla postura, sul tono della voce, sulla gestualità. Soprattutto quando vuoi evidenziare concetti importanti. Secondo alcuni studi, le frasi più ricordate sono quelle accompagnate da gesti significativi ed evidenti.

Secondo la programmazione neurolinguistica (PNL) ci sono 3 diversi atteggiamenti durante la comunicazione: rifiuto, tensione e gradimento. Il rifiuto si dimostra con allontanamenti, sia a parole che gestuali (dire NO, oppure indietreggiare). La tensione si scarica con tic nervosi, sospiri, grattamenti, sudorazione o dondolamenti delle gambe. Il gradimento, invece, si trasmette con avvicinamenti, sorrisi e mimica facciale.

Perciò, allenati a comunicare anche con il corpo. Inoltre, riuscirai a percepire fin da subito anche il feedback del pubblico

Regola N3: Conoscere chi si ha davanti

Il contesto in cui dovrai esporre la tua tesi è molto importante. Potrà essere una riunione di lavoro, una convention, un dibattito o un’intervista. In ogni caso, dovrai anche ponderare ciò che dirai in base a chi ti troverai di fronte. Capire al meglio chi ti dovrà ascoltare è fondamentale per colpire nel segno. Avere un target di riferimento ti aiuterà a trovare le parole giuste, per trasmettere il messaggio in maniera ottimale. 

Parlerai davanti a persone che non hanno idea dell’argomento che tratti? Dovrai esprimere concetti semplici e generali. 

Ti troverai di fronte un pubblico di tecnici e specialisti? Dovrai, con molta probabilità, andare più nello specifico.

Regola N4: Esprimiti con chiarezza

Talvolta, l’ansia da prestazione può portare ad esprimere concetti in modo del tutto impreciso e raffazzonato.  Quante volte ti è capitato? Ad un esame, ad un’interrogazione o ad una riunione. È mai successo che qualcuno ti ponesse le seguenti domande: “Quindi?”, “in poche parole?”, “Cosa vuoi dire?”

Ciò significa che non siamo stati chiari e concisi nell’esprimere un concetto. Forse, presi dall’ansia o colti impreparati, abbiamo tergiversato nel nostro discorso non arrivando dritti al punto. 

La sintesi è un alleato molto importante per esprimerti al meglio. La soglia media di attenzione è di circa 20 minuti, ciò vuol dire che il pubblico si stanca presto. Non puoi sprecare tempo in dettagli irrilevanti. 

Inoltre, utilizza un linguaggio chiaro, non usare troppi tecnicismi e usa frasi brevi. Esercitati ponendo il tuo discorso ad una persona estranea all’argomento, come un famigliare o un amico. Se anche lui o lei capirà ciò che dici, vuol dire che sei nella direzione giusta.

Regola N5: Utilizza la regola del 3

La regola del 3 è uno dei capisaldi del Public Speaking. È stata utilizzata da persone di rilievo come Steve Jobs, e ancora oggi è importante nel marketing e nello story-telling

Essa consiste nel suddividere il nostro discorso in 3 parti essenziali, ossia 3 concetti di fondo. I primi due hanno una funzione preparatoria, il terzo è composto da una carica emotiva, che ne chiarisce il senso. Spesso viene usata in politica con gli slogan, oppure anche nelle pubblicità. Tale regola permette di memorizzare al meglio il messaggio in modo chiaro e veloce. 

Tuttavia, essa deve essere supportata da una buona gestione della pausa. Inizialmente si cattura l’attenzione, ad esempio con una storia personale. Successivamente si dà il tempo alla platea di capire, infine si chiude con una frase ad effetto che rimane impressa all’ascoltatore.

La regola del 3 vale sia per un discorso che per una singola frase. Ad esempio:

  • Hip hip hurrah!
  • Pronti, partenza, via!
  • Veni, vidi, vici.

Regola N6: Essere se stessi

Questo è uno dei passi più importanti da seguire. Il modo migliore per esprimere un pensiero è crederci veramente. Se argomenti qualcosa che non ti sta a cuore oppure non ti convince, evita di farlo. Il pubblico percepisce quando non ci si identifica in ciò che si dice.

Davanti alla platea dovrai mostrare tutto te stesso, perché solo così potrai lasciare il segno. In quel momento non trasmetterai solo ciò che dici, ma mostrerai a tutti chi sei, cosa pensi, la tua storia. 

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Perciò, se quello che senti è coerente con ciò che dici, il compito di far passare il tuo messaggio sarà semplice. Mostrarsi in modo incoerente alla propria essenza, è uno degli ostacoli più imponenti per essere incisivi.

Perciò, abbatti le tue barriere, togli la maschera, sii fiero di mostrarti al pubblico così come sei. Non soffermarti molto sul tuo apparire. 

Cura anche la tua immagine con un vestiario consono, ma non considerarlo come punto di forza principale.

Regola N7: Raccontare qualcosa di personale

Il modo migliore per essere chiari è esprimersi con esempi pratici. Le storie personali sono uno strumento davvero efficace per trasmettere un pensiero. 

Innanzitutto, ciò ti permette di attrarre l’attenzione, almeno inizialmente. Inoltre, raccontare qualcosa si sé aiuta a spiegare un concetto complicato in modo semplice e diretto. 

Cosa ti suscita stupore o interesse? Cosa ti emoziona davvero?  Per trasmettere emozioni bisogna innanzitutto provarle. Perciò, perché non sfruttare le tue esperienze personali per riuscire in questo?

Regola N8: Allenamento e dedizione

L’ottavo e ultimo passo da fare è l’esercitazione. Ci sono diversi metodi per “allenare” i nostri avversari più potenti come l’ansia e la paura. 

Il primo è la respirazione diaframmatica. Quando siamo ansiosi o preoccupati tendiamo a respirare con i muscoli del collo, diminuendo l’aria inspirata ed espirata. Infatti, le persone ansiose tendono a respirare con la parte alta del torace e ad alta frequenza. 

Respirare col diaframma invece (quindi con la pancia), ci permette di rilassare i muscoli contratti e di calmare lo stato psico-fisico. Cambiare la fisiologia del corpo permette di cambiare anche la funzione. Perciò, respirare profondamente col diaframma ci permette di calmarci e rilassarci. 

Un altro metodo di allenamento è l’auto-registrazione. Esercitati a parlare davanti ad una videocamera. Oramai, l’”occhio” del telefono ci suscita quasi le stesse emozioni dell’occhio umano. Ripetere più volte il discorso registrandosi permette al cervello di abituarsi alla situazione, suscitando meno stress. Dunque, renderà meno traumatico l’impatto con il pubblico.

Metti in pratica le tue qualità e impara l’arte di parlare in pubblico

Bene, arrivati a questo punto tocca a te. Ti sono stati utili questi consigli per padroneggiare l’arte del public speaking e imparare a parlare in pubblico? 

Se sì, comincia da adesso a metterli in pratica, esercitati con amici, conoscenti o famigliari. Chiedi dei feedback sul contenuto, sull’impressione e sulle emozioni che hai suscitato.

Senza dubbio con l’allenamento potrai superare l’ansia e il terrore di parlare ad un grande pubblico. Successivamente, potrai vedere con i tuoi occhi che questi ostacoli, in fondo, non saranno poi così insormontabili. 

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